andrea_sperelli (andrea_sperelli) wrote,
andrea_sperelli
andrea_sperelli

L'arte di essere povero (L'art d'etre pauvre), di Boniface de Castellane

 
 
«Il mio divorzio fu emesso il 5 novembre, alle cinque della sera». Così inizia quella che, oltre ad essere una testimonianza avvincente, può essere letta come manuale scritto da un autentico intenditore, oggi venerato anche in Internet.
Il matrimonio con l’ereditiera americana Anna Gould aveva reso Boni de Castellane “Re di Parigi”. I sontuosissimi parties, spesso in maschera, con cui animava le serate parigine sono rimasti nella storia.
Affollati della crème della società, con il conte di Montesquiou, Marcel Proust, Sarah Bernhardt, la Duse, d’Annunzio, l’allora giovane Jean Cocteau e pure Oscar Wilde. Tutti volevano essere suoi ospiti. Finché la moglie, indispettita dalle spese (e dai tradimenti), presentò istanza di divorzio e Boni, abbandonato da tutti, finì a doversela vedere coi creditori e con la buona società che ora gli voltava le spalle.
Ma seppure difficile, la sua nuova, lunga vita “da povero”, non fu però da meno di quella precedente.
Perduti lussi e carrozze, Boni restò con qualche abito e i mezzi pubblici, ma riuscì nell’impresa di rimanere sempre fedele a se stesso.
E conservando il suo spiccato senso dell’umorismo, poco prima di morire, decise di raccontarci L’arte di essere povero.
 

BONIFACE, CONTE DI CASTELLANE-NOVEJEAN (1867-1932) altrimenti detto Boni, fu uomo politico, dandy, mecenate, collezionista, benefattore, ma anche giornalista ed antiquario. Ha raccontato la storia della propria vita nelle sue Memorie, pubblicate in due volumi tra il 1924 e il 1925. Ammirato e vezzeggiato dai media dell’epoca, rappresentò un guida da seguire per tutti gli uomini di gusto che ne avrebbero voluto eguagliare le gesta magnifiche, e, per i borghesi, un cattivo esempio da additare, simbolo di una leggerezza colpevole di essere un po’ troppo aristocratica.

Il libro è pubblicato dalla casa editrice Excelsior 1881.
Da molto tempo varii appassionati attendevano la pubblicazione in Italia di questo curioso volumetto, che nasconde tra le pieghe delle memorie intime di Castellane tutta un'arte d'arrangiarsi tra debitori, una moglie inviperita, e soprattutto tanti lussi da concedersi e così poco denaro per permetterseli.
Boni, però, ci spiega come permetterseli, rimanendo fedeli al proprio dandismo, con savoir faire, molta dignità, ed ottimismo.

Il libro è curato da Massimiliano Mocchia di Coggiola, che lo introduce con un breve saggio sull' "arte di essere povero". Il curatore è conosciuto tra gli appassionati del genere come l'Andrea Sperelli autore del sito sul Dandy: http://www.noveporte.it/dandy. Ha collaborato, con testi e disegni, a diverse pubblicazioni di Ivano Comi, come Universo figurato di un dandy, Il dandy e il blu, George Bryan Brummell, Un dandy in rima, e In morte di un dandy (tutti editi da Stefanoni). Scrive occasionalmente sul mensile Monsieur.

Edizioni Excelsior 1881:
http://www.excelsior1881.eu

http://www.excelsior1881.eu/catalogo/bookshow.php?id=108

http://www.noveporte.it/dandy/dandies/castellane.htm

http://fr.wikipedia.org/wiki/Boniface_de_Castellane_(1867-1932)

http://bonidecastellane.canalblog.com/


 

 

Subscribe
  • Post a new comment

    Error

    Anonymous comments are disabled in this journal

    default userpic

    Your reply will be screened

  • 0 comments