October 31st, 2006

Tristan Tzara

Letture mattutine

Ben svegliati, care amiche e cari amici; il vostro ospite, prima di pranzo, si concede una lettura. E' bene che voi si sappia chi son io.
Curo da anni il sito sul Dandy (www.noveporte.it/dandy), con lo pseudonimo di Andrea Sperelli. Il sito è altresì opera mia, in ogni sua parte. Sono un bibliofilo appassionato (anche se di fronte a certe mie conoscenze impallidisco), e nelle foto seguenti vedrete alcuni dei volumi rari che ho raccolto con gran fatica sino ad oggi.
Possiedo due case, una in città a Torino (città elegantissima), e l'altra nella provincia - le immagini seguenti si riferiscono alla villa appunto "di campagna", dove custodisco i libri rari e preziosi. Una delle prime edizioni de "Il Piacere", di d'Annunzio, la prima edizione de "I colloqui", di Guido Gozzano, la prima edizione, in tre tomi, della traduzione dei racconti di Edgar Allan Poe da parte di Charles Baudelaire, la prima edizione di "Fisiologie du Gout" (molto amata dal poeta stesso), prima edizione di "Sablier et lacrimatoires" di Robert de Montesquiou - con all'interno una sua dedica a Maurice Rostand, etc. etc...
Qui in provincia non c'è mai molto da fare, e generalmente non vedo l'ora di tornarmene in città; cosa che farò oggi pomeriggio.
Ho da far stringere i fianchi di una giacca, far rifinire due occhielli su un nuovo doppiopetto, e poi stanotte è Halloween...













Tristan Tzara

Il gessato la mattina

CHI AMA LO STILE NO GLOBAL TIRI FUORI DALL'ARMADIO L'ELEGANTE "SPEZZATO", di Lina Sotis.
(tratto da Corriere della Sera Magazine, n.43, Ottobre 2006).

Viviamo nell'epoca dell'uomo in nero. I più
colorati azzardano il blu. Non esiste più lo "spezzato" che era l'emblema dell'eleganza dei tempi eleganti. C'è un pezzo del film Metropolis, capolavoro del '27 [di Fritz Lang], in cui si vede il padrone con una bellissima giacca di tweed che fa una riunione, in azienda, circondato da uomini in nero: i segretari, gli autisti, i portaborse. Lo spezzato è stato il grande simbolo di stile anni '20 poi nei '30 e nei '50 ne fecero la loro bandiera tutti gli architetti moderni come Franco Albini, Ignazio Gardella, Vico Magistretti. Le loro giacche erano famose: ruvide, in tutti i colori del sottobosco. Come loro si vestiva l'Europa, maschile, che voleva avere uno stile. Nel tempo di tutto questo è sopravvissuto molto poco: solo qualche eccentrico che non si è omologato. Facciamo parte dell'era del maschio in nero, in grigio o come dicevamo in blu. Poi ci sono quelli del gessato, di prima mattina, che fanno i fighi. Col cappuccino e la brioche schiere di impiegati fanno colazione nel loro completino grigio scuro, affusolato. Sono tutti uguali, felici e rassicurati di essere uguali. Molti si raccontano che quello è il vestito più adatto al lavoro, molti copiano senza chiedersi il perché. Tutti hanno paura di proporsi in un'elegante mise da mattina. Se prima era la strada che ci raccontava tutto questo, adesso ci si mette anche la pubblicità. La Wind per rappresentare dei professional che fanno del business sceglier tre tipi, neri neri, attaccati a dei telefonini. Sembra il ritratto del postyuppismo. Ma ancora più pericoloso è il messaggio occulto di un altro telefonino che vuole convincerci all'acquisto con due giovinotti che indossano un gessato, minimo del genere affusolato, su una magliettona con un cuore rosso. Come dire il nero non conosce frontiere, nemmeno quelle del cuore. Chi legge, chi ricorda, chi ama l'eleganza, chi vuole avere uno stile non globalizzato, prometta: di tirare fuori almeno una volta la vecchia giacca di tweed. Basta completini neri o grigio scuri di mattina.